Guggenheim Museum vs Whitney Museum, chi la spunta?

È un bel match quello tra il Museo Guggenheim e il Whitney Museum of American Art nel Meatpacking District, tra i quartieri più culturalmente attivi della Grande Mela. Visitarli entrambi in occasione del prossimo viaggio newyorkese è la mejo cosa e consente di avere una visione d’insieme della produzione artistica d’oltreoceano. Conosciamo più a fondo queste due celebri istituzioni.

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

🖼️Guggenheim Museum

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

Equivalente d’oltreoceano di Oxford Street a Londra e dell'Avenue des Champs-Élysées di Parigi, la Quinta Strada, punto di riferimento per lo shopping newyorkese di lusso, ospita alcuni dei musei più importanti del mondo, tanto da aver guadagnato l’appellativo di Museum Mile. Qui si trovano il Metropolitan Museum of Art, il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum e, rullo di tamburi, il Museo Guggenheim, con oltre 850.000 visitatori all’anno.

🕰️Cenni storici

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

Con le sue inconsuete linee curve, il Museo Guggenheim irruppe nel rigore squadrato dei palazzi e delle strade dell’Upper East Side nel 1959, divenendone presto uno dei landmark distintivi.

L’edificio fu commissionato a Frank Lloyd Wright quasi 20 anni prima dal collezionista Solomon Robert Guggenheim e Hilla Rebay, curatrice della collezione. Già durante i lunghi lavori di costruzione, quell’architettura eccentrica aveva attirato l’attenzione dei locals. L’opera di edificazione si protrasse così a lungo a causa di svariate battute d'arresto.

🎨 Mirabili creazioni

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

All'interno di questo tempio artistico potrai percorrere l’iconica rampa a spirale e ammirare opere di alcuni dei più grandi artisti del XX secolo, tra cui Pablo Picasso, Amedeo Modigliani e Marc Chagall, oltre a Gauguin, Van Gogh, Pissarro e Manet. E ancora, Cézanne, Degas, Kandinskij, Jackson Pollock e Paul Klee.

Progettato, come accennato, da Frank Lloyd Wright, sommo esponente dell'architettura moderna statunitense, l’edificio già di per sé rappresenta una splendida opera d’arte. Lo squillante nitore della galleria espositiva a forma di spirale conica che lo caratterizza si estende per ben 400 metri attraverso i 6 piani dell’edificio.

🔎Curiosità

Secondo l’idea di Frank Lloyd Wright, il museo doveva essere rosso, colore associato al processo di creazione. Dal canto loro, sia Solomon R. Guggenheim che Hilla Rebay disapprovarono, proponendo, invece, il giallo o il verde. Si raggiunse infine un compromesso sul bianco.

🖼️ Whitney Museum of American Art

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

La nuova sede del Whitney Museum of American Art, inaugurata nel 2015, svetta in tutta la sua spiazzante imponenza nel Meatpacking District, nella West Side di Manhattan, tra i quartieri più culturalmente attivi di New York.

Ospitato in un avveniristico edificio progettato dall’architetto italiano Renzo Piano, il museo si ripropone di interpretare l’arte americana in un percorso espositivo che offre una rilettura storica delle correnti che hanno caratterizzato il secolo scorso.

Il museo è ospitato in una struttura di 9 piani, dalle forme dinamiche e vagamente asimmetriche, che conferiscono all'insieme un aspetto scultoreo e un nonsoché di geometricamente tagliente, quasi spiazzante, che, comunque, ben si sposa con gli edifici industriali del circondario.

🕰️Cenni storici

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

Le radici del Whitney Museum affondano nel 1914, quando Gertrude Vanderbilt Whitney, scultrice e mecenate, inaugurò il Whitney Studio nel Greenwich Village, uno spazio dedicato alla promozione degli artisti americani. Il progetto riscosse un tale successo che, nel 1930, la fondatrice decise di istituire un vero e proprio museo.

E fu così che il Whitney Museum of American Art aprì al pubblico nel 1931 sulla West 8th Street, con l’obiettivo di promuovere e sostenere la produzione artistica statunitense. Dopo un trasferimento sulla 54th Street nel 1954, nel 1966 trovò una nuova collocazione in Madison Avenue, in un edificio brutalista progettato da Marcel Breuer, dove rimase per quasi mezzo secolo.

Dal 2015, come accennato, il museo è ospitato nella sua sede attuale, un’innovativa struttura nel Meatpacking District, progettata dall’archistar Renzo Piano, che ne riflette l’identità dinamica e contemporanea.

🎨Collezione

All’interno del Whitney Museum è esposta una completa collezione di arte moderna e contemporanea a stelle e strisce, comprendente quasi 25.000 opere realizzate da oltre 3500 artisti americani tra il XX e il XXI secolo.

Le creazioni esposte coprono oltre cinquant’anni di storia, con big names che includono Edward Hopper, Stuart Davis e George Bellows, esponenti dell’Ashcan School, il movimento che traeva dichiaratamente ispirazione dalla vita quotidiana dei quartieri operai di New York.

Il museo vanta importanti opere del modernismo, del precisionismo, dell’espressionismo astratto, del minimalismo e della pop art.

🎯 Punti salienti

Guggenheim Museum vs Whitney Museum

Tra le opere più celebri spiccano i dipinti di Edward Hopper, di cui il museo possiede una raccolta ineguagliabile. Capolavori come Early Sunday Morning, icona dell’America della Grande Depressione, e le suggestive A Woman in the Sun e Second Story Sunlight degli anni Sessanta, rivelano il suo straordinario talento narrativo.

Lo scultore Alexander Calder è presente con Calder’s Circus, un’opera modernista composta da quasi 200 elementi in legno e filo di ferro, che rappresentano un affascinante mondo circense, con mangiafuoco e domatori di leoni.

Tra i ritratti, l’intimo dipinto di Alice Neel dedicato ad Andy Warhol nel 1970 ritrae l’artista in una condizione di vulnerabilità, con il corpo segnato da profonde cicatrici. Infine, Music, Pink and Blue No. 2 (1918) di Georgia O’Keeffe incanta con colori delicati e forme sinuose che evocano la poesia della natura.

Una menzione speciale la merita anche Three Flags di Jasper Johns del 1958, un’interpretazione meditativa della bandiera americana, realizzata con la tecnica dell’encausto per esplorare il confine tra astrazione e realtà.

🔎Curiosità

Oltre alla cultura, il Whitney Museum offre suggestivi panorami della città che non dorme mai. Oh yes. Ai piani superiori le gallerie sono caratterizzate dal doppio affaccio sul fiume Hudson e il Meatpacking District, dove in passato si trovavano, come suggerisce il nome, gli stabilimenti per la lavorazione delle carni. La vista spazia dal Greenwich Village all’One World Trade Center, da Little Island alla High Line, uno degli interventi di riqualificazione urbana più innovativi, riusciti e geniali di tutti i tempi.

Inoltre, Duke Ellington, grande leggenda del jazz, incise un album proprio al Whitney Museum nel 1972.

⚖️Chi la spunta?

È un bel match, raga. A ben vedere, Whitney e Guggenheim tendono a completarsi piuttosto che a competere tra loro. Ergo, visitarli entrambi, magari proprio nello stesso giorno con The New York Pass®, offre una visione d’insieme della produzione artistica d’oltreoceano.

L’arte astratta di Kandinskij e Kurt Schwitters, precursore dei movimenti artistici del secondo dopoguerra, rappresenta il trait d'union tra le due istituzioni. Il Guggenheim tende a concentrare il focus sull’arte impressionista e post-impressionista, con opere di Van Gogh, Manet e Picasso. Il Whitney sposta il focus sul modernismo. Come accennato, tra le opere più celebri spiccano i dipinti di Edward Hopper e le creazioni di Alexander Calder.

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Guggenheim Museum vs Whitney Museum

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Jessica Maggi
Jessica Maggi
Scrittore/trice di viaggio freelance

Jessica è una copywriter freelance, molto mattiniera, un po’ stramba e oltremodo germofobica. Nel 2011 ha profeticamente lasciato un posto a tempo indeterminato per dedicarsi alla scrittura e, nel corso degli anni, ha avuto l’onore di collaborare con grandi nomi del calibro di Indeed, Furla, WeRoad, Berlitz, Grazia e MUSE Magazine. Si divide tra l’alto cremasco e le Alpi Orobiche e, quando non lavora, sicuramente la trovi che fa decluttering dell’armadio, si diletta ai fornelli o si inerpica ad alta quota con il suo beneamato loppide.

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